La Teoria della Totalità e il Tao

L’uomo come un microcosmo

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La “Teoria della Totalità”, o “Hunyuan” (Hun: trasmutare, dar forma; Yuan: unità), secondo Ming Pang[1] (fondatore del Zhineng Qigong o “coltivazione dell’energia intelligente”), esprime la premessa che la nostra comprensione dell’universo non può essere separata dalla comprensione dell’uomo.

Uomo e natura sono Uno. L’uomo è, quindi, visto come un microcosmo del macrocosmo (Tian), la naturale espressione umana dell’Hunyuan Qi (Qi primordiale) in una forma fisica, la più alta forma di coscienza da evolvere sulla terra. L’uomo è la risultante dell’Unità che proviene dalla mescolanza di Tian e Terra.

I saggi Cinesi riassunsero la natura fondamentale dell’universo come un’esistenza invisibile, continua e indivisibile. Lao Tzu lo definì come l’esistenza base, chiamata “Tao”. Alcuni la chiamarono Qi vitale o Yuan Qi (ancestrale), altri come Yin-Yang. Di fatto, il Tao, Qi vitale o Yin-Yang possono essere riassunti in un’unica parola – Qi – che non è né aria né gas, ma una sostanza sorgente, speciale e superfina.

Essa definisce come tutto proviene dall’Uno, che tutti gli esseri vengono dal non-essere e, alla luce di ciò, tutte le cose visibili sono trasmutate, nella manifestazione, dal Qi invisibile e senza forma. La sostanza visibile può anch’essa essere trasmutata nel non-essere, il quale non è ‘nulla‘, piuttosto è una condizione di essere, un’esistenza non visibile, esistente a priori a e in contrasto al mondo visibile. Ripetuti cicli di trasformazione dell’esistenza in non esistenza e viceversa costituiscono l’evoluzione dell’universo. La teoria di Hunyuan, in sintesi, abbraccia la scienza moderna e la filosofia.

Lao Tzu TaoIl Qi, definito anche come energia vitale, è considerato il “soffio vitale”, ciò che in Ayurveda si chiama Prana, e Pneuma per gli antichi Greci.

Secondo la filosofia cinese, il Qi comprende tutto: il sistema solare, le montagne, gli oceani, le piante e l’umanità sono costituiti di Qi di diverse densità, che si muovono attraverso correnti infinite di trasformazione. Il Qi include materia ed energia, essere animati e non, è la forza che permette trasformare l’energia in materia e viceversa. Infatti, il pensiero cinese non distingue chiaramente tra materia ed energia.

Possiamo pensare il Qi come qualcosa in mezzo, un tipo di materia sul punto di diventare energia, o l’energia sul punto di materializzarsi. Va molto oltre il tentare colmare una dicotomia occidentale. L’acqua è un esempio perfetto di come il Qi cambia: essa si può trasformare in ghiaccio oppure in vapore. Qi è ghiaccio, è acqua, è vapore ed è anche il calore che permette il mutamento: esso permea tutte le cose, prende forma, diventa più denso o più sottile, è l’energia che connette e anima ogni cosa, incluso il Qi primordiale o Hunyuan Qi (universale) e il Qi individuale (l’energia personale).

L’energia essenziale della Terra proviene dal Sole. L’uomo assorbe l’energia solare e poi la rilascia nuovamente in natura attraverso le attività umane. L’uomo e tutti gli esseri nascono dalla stessa sorgente e scambiano energia nello stesso modo.

Siccome tutte le cose provengono dalla sorgente del Qi primordiale, quest’ultimo forma la matrice connettiva che unisce l’uomo con tutte le cose, e dalla quale energia e materia sono formati. Lo Hunyuan Qi, l’essenza primordiale, è l’energia base dell’universo, all’origine di tutto, tradizionalmente chiamato la “madre di tutte le cose”.

Lo Hunyuan Qi si condensa e si unisce per formare il Qi umano. La vita umana è il processo mediante il quale l’uomo incessantemente assorbe e si nutre dallo Hunyuan Qi esterno e, poi, lo mescola e lo trasmuta nello Hunyuan Qi umano.

aura energia

La teoria dello Hunyuan, d’accordo con Ming Pang, è composta di tre parti:

  1. Il concetto di Hunyuan della materia
  2. Il concetto di Hunyuan del cambiamento
  3. Il concetto di Hunyuan del tempo e spazio

1. Secondo lo Hunyuan della materia:

a)      Nell’universo niente esiste come una forma isolata, ma tutte le cose esistono come totalità.

b)      Nell’universo tutte le cose esistono in due stati, Hunyuan Qi o la manifestazione fisica.

c)      Riguardo tutte le manifestazioni fisiche, lo Hunyuan Qi delle cose esiste non solo in esse ma anche intorno ad esse.

d)     Sia lo Hunyuan Qi che le sostanze fisiche hanno diversi livelli di manifestazione.

La materia esistente nello stato di Hunyuan Qi è senza forma, superfina, invisibile e non ha manifestazione fisica. Ciò rappresenta una condizione in cui il corpo e il Qi co-esistono in uno stato impercettibile e mutuamente indistinguibile; è il risultato della trasmutazione di Qi, corpo fisico e la propria essenza attraverso un processo mutuo d’inter-mescolamento.

La materia esistente nello stato di manifestazione fisica è visibile e possiede due caratteristiche dell’esistenza tridimensionale. La raccolta, l’accumulo e la concentrazione di Hunyuan Qi culminano nella formazione della sostanza; al contrario, essa può anche essere dispersa e dissolversi di nuovo nella condizione Hunyuan Qi. L’universo è una Totalità Hunyuan nella quale questi due stati agiscono reciprocamente e dinamicamente, evolvendo da uno stato a un altro.

2. Nel concetto di Hunyuan del cambiamento, ogni cosa è in continuo moto e metamorfosi tra due stati:

  • Una mutua trasformazione tra sostanze fisiche visibili e sostanze invisibili super-fisiche.
  • La trasmutazione mutua tra Hunyuan Qi e la totalità.

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Questo processo deriva del raccogliere o disperdere lo Hunyuan Qi, fino al punto di raggiungere una soglia critica. La trasmutazione avviene seguendo le proprie leggi naturali. L’acquisizione delle facoltà di auto-consapevolezza dell’uomo permise che certe attività della coscienza umana risultassero in trasmutazioni dirette dal raccoglimento (condensazione) e dispersione (diffusione) dello Hunyuan Qi. Una delle priorità delle pratiche della Medicina Tradizionale Cinese (MTC) è proprio  l’incremento della propria abilità di tonificare (raccogliere) o disperdere lo Hunyuan Qi, a seconda dei casi.

Sebbene le sostanze cambino da stati semplici a complessi, e viceversa, tutti i mutamenti avvengono nel campo originale dello Hunyuan Qi. Ogni cosa è in fluttuazione continua e si muove in sette direzioni: apertura-chiusura, entrata-uscita, tonificazione-dispersione. I mutamenti in tutte le cose sono il risultato delle interazioni, unificazioni e mescolamenti di queste unità con la totalità dello Hunyuan circostante.

3. Mentre la concezione meccanicista del mondo, basata sul modello del movimento e della gravitazione di Isaac Newton (1687), descrive un universo ‘meccanico’ in cui tutti gli oggetti si muovono secondo delle leggi fisse di spazio-tempo, e tutto esiste indipendentemente l’uno dall’altro, nella teoria dello Hunyuan la manifestazione spazio-temporale assume caratteristiche assai diverse.

L’universo newtoniano è uno spazio tridimensionale, assoluto e immutabile, nel quale hanno luogo i fenomeni fisici. Tutti gli eventi fisici sono ridotti al moto di punti materiali nello spazio, causato dalla forza di gravità agente sulle particelle e dipendente solo dalle masse e dalla reciproca distanza tra le particelle[2], e per modificare qualsiasi cosa si deve agire fisicamente sulla materia. I mutamenti, nel mondo fisico, sono descritti in funzione di un’altra dimensione, il tempo, “in sé e per sua natura senza relazione ad alcunché di esterno, scorre uniformemente”[3].

002Al contrario, nella teoria della totalità, lo Hunyuan Qi originale permea uno spazio multi-dimensionale che non è considerato vuoto o vacuità, inteso come “assenza di tutto”, ma è la sorgente stessa di tutto lo Hunyuan Qi. Lo spazio dell’Hunyuan Qi, quindi, non è ciò che separa, ma ciò che connette tutte le cose, esso possiede la capacità e la proprietà di contenere e riempiere tutte le cose. Questo rende l’uomo capace di scambiare Qi con la natura ed evolversi.

Uomo, natura e tutte le cose formano una totalità unica. Secondo questa teoria, la manifestazione temporale di qualsiasi cosa non è lineare, né isolata o assoluta, ma rappresenta un continuum storico di dati e tracce di informazioni in uno stato incessante di trasmutazione, che in un preciso momento s’incorporano o prendono forma, e in seguito, a loro volta, diventano la base di una futura trasmutazione. Si può dire che l’esistenza istantanea di ogni cosa è in uno stato perenne di Hunyuan (d’energia primordiale) che materializza il proprio passato, presente (passaggio di un’esistenza temporanea) e futuro.

Nell’universo a funzionamento ‘meccanico’, invece, spazio e tempo assoluti costituiscono un’armatura rigida e inalterabile dell’universo, cui conferiscono forma e struttura. Gli elementi che ivi si muovono sono le particelle, i “mattoncini” con cui è costruito il mondo, oggetti piccoli, solidi e indistruttibili dei quali è costituita la materia, a sua volta distinta dallo spazio, in cui le particelle rimangono sempre identiche a sé stesse per massa e forma.

00hhQuesta è una visione opposta all’unicismo dello Hunyuan, in cui il vero mattone basico costituente tutte le cose è il Qi, evoluto dallo Hunyuan Qi in campi individualizzati.

Il Qi  o energia vitale si manifesta assimilando sostanze che non sono altro che condensamenti del Qi primordiale. Siccome lo Hunyuan Qi è omogeneo e indistinguibile, esso sembra esistere in uno stato trascendente di tempo siderale e di spazio fisico. In questa concezione, ogni parte dell’universo è una miscela di differenti tipi di Qi. Comprendere questo miscuglio è comprendere le energie vitali. Conoscere i ritmi e le espressioni del Qi è essere capace di predire e trasformare la vita.

La filosofia cinese studia, essenzialmente, variazioni e modelli del Qi. La medicina cinese può essere considerata, in effetti, la filosofia cinese applicata – uno studio complesso delle trasformazioni e stadi del Qi. Mentre la concezione meccanicista influenzerà la scienza e la conoscenza occidentale in tutti i suoi aspetti (riflettendosi ancora oggi in pratica in ogni ambito, compresa la medicina), tutte le arti nella cultura cinese (Medicina Cinese, Feng Shui, Qi Gong) sono basate su uno studio approfondito del Qi.

Il Tao e la Vacuità

OLYMPUS DIGITAL CAMERANel cap. XI (L’utilità del non-essere) del Tao Te Ching, si legge che l’utilità del vaso non sta nell’argilla usata per produrlo, bensì nel vuoto che può essere riempito. Quest’osservazione ci introduce nella prospettiva del Wu, da interpretare come ‘nessuna cosa’, quel vuoto che non è assenza ma è il nulla, potenziale matrice di ogni cosa. Si potrebbe fare un parallelo tra il significato di vacuità nel Tao e il vuoto nella fisica odierna.

Il filosofo cinese Lao Tzu contrasta il vuoto (o l’apertura) con la solidità del vaso, intuendo che il senso della vacuità (Wu), nella manifestazione del Tao, rappresenta in realtà un campo potenziale quiescente, in cui tutte le cose sono senza esistenza inerente. La forma sarebbe essa stessa vacuità, e viceversa: la vacuità non è né l’origine né la fine delle forme, le forme in ogni momento sono vuote, da quando ogni cosa è causalmente connessa con tutte le altre cose, e non vi sono identità indipendenti, oltre tali condizioni. Ciò che fa funzionare una ruota è la vacuità del mozzo, ciò che fa un vaso funzionale è la sua apertura, “perciò l’essere costituisce l’oggetto, e il non-essere costituisce l’utilità.[4]

Infatti, nella Teoria di Hunyuan, ogni cosa è mutualmente interpenetrata e condizionata, definisce ed è definita da ogni altra cosa. Così, la vacuità (o apertura) non è senza valore, piuttosto è la chiave per la sua utilità d’essere; essa non significa che il tavolo è non-esistente o non-reale, come anche i suoi tessuti, materiali o colori, ma semplicemente vuol dire che il concetto di “tavolo” è irreale, come lo sono le sue astrazioni di solidità e colore, e la separazione dall’osservatore con le sue particolari sensazioni in specifici momenti.

Ormai anche molti studiosi odierni sono inclini a ritenere che lo spazio non sia per nulla vuoto, bensì colmo di attività subatomica. Secondo Benni Reznik, fisico israeliano, lo spazio “vuoto” palpita di particelle “intrecciate”[5].  Ci sono effetti quantistici nell’universo che lo configurano come un pullulare di particelle virtuali che, occasionalmente, possono prendere in prestito energia dal vuoto per emergere nell’universo osservabile manifestandosi sotto forma di particella e rispettiva antiparticella (i due opposti), che subito dopo s’annullano a vicenda restituendo l’energia presa in prestito. Così, tra il nucleo atomico e gli elettroni esisterebbe il cosiddetto vuoto quantistico, che soggiacerebbe all’intera natura, un regno, invisibile dove si scende in una dimensione di 10-33 centimetri (la cosiddetta “lunghezza di Planck[6]“), nella quale scopriamo che il nulla non esiste.

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Qi e Risonanza

Il linguaggio simbolico delle antiche tradizioni, di cui anche il Tao, rivela una realtà implicita: l’atomo è un principio d’energia, la quale è l’elemento vitale della materia; quest’ultima, a sua volta, è l’espressione dell’aggregazione di forme energetiche. Infatti, ciascun atomo ha una precisa configurazione energetica (oscillazione), le molecole emettono modelli energetici singolari, ossia qualunque struttura fisica dell’universo irradia una precisa configurazione energetica.

Per i Cinesi, quel principio di energia è definito Qi, nozione fondamentale al pensiero della Medicina Tradizionale Cinese: tutto nell’universo, organico o inorganico, è composto di e definito dal suo Qi. Non solo le piante, ma anche le emozioni umane lo contengono. Non è una forza aggiunta a una materia inanimata ma uno stato di essere di qualsiasi fenomeno, la pulsazione del cosmo stesso. Qi non è una materia primordiale, immutabile, né meramente energia vitale, nonostante spesso la parola sia così tradotta, ma è il respiro cosmico che unisce forme disparate, il filo che connette tutto l’essere, il denominatore comune di tutte le cose, dal minerale all’uomo; permette al fenomeno di mantenere la sua coesione, crescita e trasformazione in altre forme. La metamorfosi è possibile perché il Qi prende una miriade di forme, è il potenziale e la realizzazione della trasformazione. L’universo si muove incessantemente, si manifesta e si rigenera grazie al Qi – è la qualità di essere e diventare.

00llNel pensiero Cinese, il nesso di causalità, noto alla filosofia newtoniana, è principalmente una trasformazione interna. Il Qi non causa il cambiamento, ma è presente prima, durante e dopo qualsiasi metamorfosi. Il mutamento ha a che fare con la manifestazione di ciò che è già inerente allo stato anteriore: le cose si trasformano perché il Qi prende forme diverse, è la propensione o inclinazione delle cose.

Mentre le forme d’essere possono influirne altre, le cose “evocano” il cambiamento in altre. Questo tipo di “causa” non è dovuto a una costrizione esterna. Le cose influenzano altre perché sono “connesse” o “suscitano” quello che le è già una “disposizione”. L’abilità di una cosa influire un’altra è chiamata Gan-Ying, tradotto anche come “risonanza[7]”.

Il Qi della malattia può essere trasformato in Qi sano da un rimedio che risuona tra i due stati particolari. La malattia contiene il seme della salute. Risonanza è il processo attraverso il quale “una cosa, quando stimolata, spontaneamente risponde secondo le linee guida naturali delle fasi particolari dell’energia vitale generata in sé e attiva nella situazione[8].” Il Qi suscita la propensione di un altro Qi che condivide un tipo di frequenza simile. Le cose si “stimolano” a vicenda. Quindi, attraverso la risonanza, un Qi evoca un altro.

La risonanza consente l’universo (o una qualsiasi delle sue parti) di influire sull’essere umano. Infatti, la relazione macrocosmo-microcosmo è possibile grazie alla risonanza. L’universo può agire sull’uomo perché esso già contiene forme latenti del Qi primordiale. Altrimenti, una persona sarebbe inaccessibile alle influenze esterne. In questo contesto, le causalità rappresentano i rapporti di risonanza e somiglianza. Connessione, contatto e compulsione sono le affinità tra Qi simili. Il Nei Jing esprime a riguardo: “Il cielo è rotondo e la terra è quadrata; la rotondità della testa e l’ortogonalità della terra risuonano di conseguenza. (…) Cielo e Terra risuonano con gli uomini.”

Pertanto, da un punto di vista Cinese, l’uomo è considerato il “cosmo in miniatura”, nel quale il Qi di piante, animali, pietre, i punti dell’agopuntura (collegamento dei “fiumi” umani), lo stile di vita (movimento e riposo, cibo e relazioni) o ambiente (stagioni, clima) condividono una frequenza risonante già esistente a priori nella persona. Allo stesso modo, un rimedio o uno spostamento cosciente del comportamento individuale possono risuonare con una condizione interna di una persona (cioè, un modello di disarmonia) inducendola alla salute. Anche i differenti strati della vita umana – corporeo, psicologico, ecologico, morale – interagiscono mutuamente per lo stesso motivo: le sue varie forme di Qi risuonano, perché esso è il respiro cosmico che unisce forme disparate.

Le energie dell’universo sono parte di un continuum, e operare su una risonanza dà luogo a fenomeni risonanti in energie e livelli molteplici. Il principio di risonanza opera grazie a una forma di sintonia, mediante la quale un campo si sintonizza sulla caratteristica vibratoria di un altro campo, stabilendo un canale comunicativo tramite cui passano informazioni sottili da un senso all’altro. La risonanza è, quindi, un modo con cui un’informazione si trasmette tra due sistemi simili senza modificazioni strutturali o passaggio di materia.

Il nostro corpo rappresenta un insieme coerente in continua risonanza con l’ambiente su una molteplicità di livelli, ma ciò è vero anche per l’organismo stesso: corpo, mente e spirito si rispecchiano a vicenda e devono essere considerati come un insieme che può essere compreso solo nella sua globalità e complessità. Il principio della risonanza è alla base della MTC, per la quale gli stati fisici di un organo possono mutare l’uno nell’altro secondo rapporti determinati dalla Legge dei Cinque Movimenti.

 Il “Biocampo” e la Coscienza

energia vitaleNel corso degli anni, sono stati numerosi i tentativi di trasporre in termini “scientifici” il linguaggio della Medicina Cinese, che dipinge l’uomo come un organismo biologico dotato di natura energetica, un campo di energia che contiene un corpo fisico.

Alcuni lavori scientifici hanno dimostrato, infatti, che tutti i sistemi viventi presentano un’emissione impercettibile di “quanti energetici”, denominati “biofotoni”, che rappresentano, nell’ambito d’interazione delle e tra le cellule, un vero e proprio linguaggio per la trasmissione d’informazioni in codice: le cellule di uno stesso organo interagiscono utilizzando un uguale segnale elettromagnetico, che si propaga facendole “vibrare” alla stessa frequenza ed entrare in risonanza tra loro.

Da quando i britannici J.C. Maxwell e M. Faraday hanno descritto il campo elettromagnetico, nel sec. XIX, caratterizzato dal fenomeno della vibrazione, in cui gli elettroni ruotano attorno al nucleo secondo precise frequenze (oscillazioni al secondo), vari studi trasposero lo stesso concetto al corpo umano, definendolo “biocampo”. Ad es., L. Pasteur scoprì che la polarizzazione dei campi elettrici all’interno del corpo è ciò che differenzia la materia biologica vivente da quella non, nonostante la composizione chimica identica. Il biochimico A. Szent-Györgyi, negli anni ‘60, notò invece che la struttura molecolare di molte parti della cellula può sostenere la semiconduzione dell’elettricità.

I campi elettromagnetici coerenti a bassa energia, associati a flussi energetici, sono stati misurati da vari ricercatori. Valerie Hunt, ad es., contribuì alla comprensione del biocampo umano analizzando i campi di bassa intensità, e ne identificò due tipi principali che si completano a vicenda per coordinare le funzioni corporee: a) Un campo elettrico alternato (meccanismi digitali di segnalazione on/off) che crea la trasmissione d’impulsi nervosi, ghiandolari, sensoriali per attivare molteplici processi fisici. b) Un campo magnetico diretto a bassa intensità, emanato di continuo a livello cellulare. Hunt lo considera la parte elettromagnetica del biocampo.

tradizione cinese meridianiNella tradizione cinese, tali flussi energetici seguono i meridiani che, a quanto pare, trasportano tanto la componente sottile quanto quella elettromagnetica delle energie, i cui punti d’emersione superficiale sono utilizzati nell’agopuntura per riequilibrare il flusso del biocampo, eliminare blocchi energetici e stimolare la circolazione del Qi nell’organismo.

Negli anni ‘50, il medico tedesco Reinhold Voll dimostrò che, entro alcuni millimetri dagli agopunti, c’è una significativa diminuzione della resistenza elettrica della pelle, e tale differenza s’accentua nei soggetti malati. In uno studio del 1992 su trecento volontari, Jean-Claude Darras e Pierre de Vernejoul hanno iniettato dei traccianti radioattivi in corrispondenza degli agopunti, riuscendo a dimostrare che essi si spostavano lungo i meridiani, mentre i traccianti iniettati casualmente si disperdevano rapidamente.

Il biofisico Fritz A. Popp[9], un ricercatore all’avanguardia negli studi sul biocampo, ne esaminò l’emissione luminosa sotto forma di “biofotoni”: microscopiche particelle di luce emesse dall’essere umano, una luminescenza coerente nella gamma della luce (da visibile all’ultravioletto); un’aura la cui funzione pare essere la regolazione dei processi energetici e della comunicazione con e tra le cellule. Popp scoprì che ogni cosa vivente, dagli organismi unicellulari a quelli complessi, emette di continuo una piccolissima corrente di fotoni, denominata “emissione biofotonica”. Secondo lo scienziato, i biofotoni nascono nel nucleo cellulare, che funzionerebbe come una stazione radio in grado di guidare i processi cellulari attraverso l’emissione di un campo elettromagnetico, ricevendo ed elaborando i vari segnali che giungono dall’esterno e dall’interno dell’organismo.

Nel 2004, lo psicofisiologo Jiří Wackermann[10] presentò una rassegna di esperimenti sugli “stimoli trasferiti”, che illustravano l’attivazione della corteccia visiva del cervello di una persona quando al proprio partner veniva mostrata una luce lampeggiante in una stanza a una certa distanza. Si dimostrò così la realtà del trasferimento non-locale (al di là del tempo e dello spazio), da un cervello all’altro, d’informazione, secondo il meccanismo definito “bioentanglement”. Si sta evidenziando sempre di più che il biocampo è una parte evidente dell’organismo tanto quanto le sue cellule. Secondo Hunt, il corpo umano può essere “visto da un concetto quantistico di energia derivante dalla natura cellulare atomica dell’organismo, che trascende tutti i tessuti e i sistemi”.

In biologia, i meccanismi vitali operano attraverso svariate tipologie di reazioni, a carattere elettrico. Un essere vivente si presenta come un aggregato elettricamente attivo, suscettibile all’influenza di un’energia elettromagnetica esterna; e il suo biosistema può essere considerato un insieme di fenomeni micro-energetici, strutture biochimiche elettricamente attive (aminoacidi, peptidi ecc.) e particelle portatrici di cariche elettriche (elettroni, ioni, dipoli). A questa sequenza di radiazioni si aggiungono i biofotoni, sopra menzionati, la cui origine è connessa allo sviluppo dei processi vitali.

557aIl bioelettromagnetismo, quindi, è il responsabile delle manifestazioni energetiche dell’organismo umano. Tutti i processi vitali sono regolati da oscillazioni elettromagnetiche, preposte ai processi biochimici; e tutto ciò che disturba la capacità del corpo energetico di seguire il suo programma originario può essere considerato un agente patogeno di natura energetica. Esiste quindi un campo energetico che modifica la biochimica organica e che può essere a sua volta influenzato dalle energie mentali ed emozionali.

L’emozione è, infatti, un potente collettore di energia, che può agire sul corpo energetico e su quello fisico nello stesso modo di un alimento, farmaco o veleno. Essa ha perciò un ruolo fondamentale nel determinare lo stato di salute psico-fisica di un individuo. Se particolarmente forte e ripetuta a lungo, l’emozione può influenzare l’insieme delle normali oscillazioni di un organo, la cui frequenza vibrazionale è affine a quella dell’emozione provata.  (leggi anche Alcuni Principi della Medicina Tradizionale Cinese) Avviene in realtà un fenomeno di risonanza, che conduce il detto organo a sintonizzarsi su una banda frequenziale errata: la malattia, prima di manifestarsi in sintomi corporei, può essere ricercata in un disturbo delle oscillazioni fisiologiche.

Varie ricerche scientifiche ormai rilevano che l’uomo possiede un campo di energia, che rappresenta la forza vitale che governa e regola tutti i cicli della guarigione naturale dell’organismo. In tale ottica, si potrebbe ipotizzare anche una “mente” composta di energia sottile, che guida e sovrintende le strutture, lo sviluppo e le funzioni biologiche degli esseri  viventi: essa è il corpo energetico, che custodisce e gestisce le informazioni, le quali permettono agli organismi di vivere e adempiere i loro programmi.

Nella biologia molecolare predominano le leggi di fisica e chimica ma, quando si procede dal livello molecolare a stadi di organizzazione più eterogenea, queste leggi perdono terreno e vanno verso un disordine sempre maggiore, cedendo il passo a ordini diversi. La materia vivente costituente l’organismo evolve verso un sistema ordinato, collettivo, gerarchizzato, che impone di conseguenza leggi proprie di una forma di vita complessa. Come entità biologiche, siamo esseri energetici in uno stato continuo di vibrazione.

energia vitale auraL’uomo può essere considerato un’espressione d’energia organizzata, un sistema dalle molteplici componenti in dinamica interazione reciproca, contenente una serie d’informazioni di grado superiore alla somma delle sue parti.

L’insieme di tutti i campi energetici dell’organismo umano costituisce il “corpo sottile”, una configurazione organizzata. Esso, come ogni sua singola costituente e qualsiasi elemento nel cosmo, è in perpetua vibrazione, il che evidenzia l’esistenza di una continua trasmissione d’informazioni tra i vari elementi. Dunque, la differenza tra particelle, cellule, organismi viventi e non, si troverebbe nelle diverse informazioni che le rispettive vibrazioni distintive trasmettono.

I nostri sistemi neurofisiologici interni sono interconnessi attraverso lo scambio energetico, e la percezione stessa della realtà è dipendente da tale coerenza. Il campo energetico umano è il risultato della trasformazione dell’energia proveniente da alimentazione, respirazione e vita psichica e compenetra la persona come una nuvola di particelle bioelettriche in continuo movimento. Esso circonda e compenetra l’intero corpo fisico: è la manifestazione energetica della coscienza ed è composto da energia vibratoria cosmica (Tian Qi, tradotto come “respiro del paradiso” o “energia spirituale”) e tellurica, risultanti in un’energia specifica che sostiene l’organismo umano, lo Hunyuan Qi individuale.

Molte tradizioni antiche di tutto il mondo compresero la manifestazione della coscienza attraverso i vari livelli di frequenze energetiche. Nella tradizione indiana, che risale a più di cinquemila anni fa, si parla di un’energia universale chiamata Prana, considerata l’elemento costitutivo e la fonte di ogni forma di vita. I Cinesi parlano del Qi già da 3000 a.C. In Giappone, la chiamano Ki, avente natura dinamica, sottile e presente in ogni cosa: minerali, vegetali, animali e esseri umani, variando solo il loro ritmo e qualità della vibrazione energetica. In Occidente, l’esistenza di un’energia vitale, percepita come corpo luminoso, fu studiata nel 500 a. C. dai Pitagorici, secondo i quali essa aveva effetti curativi sull’organismo, e non solo. Paracelso, nel sec. XVI, la chiamò Eliaster, composta da forza e materia vitali e con proprietà radianti. Egli attribuiva grande importanza all’immaginazione come motore di questa sostanza, e riteneva che il carattere del medico esercitasse sul malato un effetto maggiore rispetto ai farmaci somministrati, giacché è tale forza vitale ad arrivare direttamente a lui tramite l’immaginazione.

Sistemi Olografici 

“Tutte le nostre convinzioni fondamentali dovranno essere riviste alla luce della teoria olografica della realtà.” (David Bohm)

203La scienza ci conferma che la materia è la somma di atomi aggregati tra loro, manifestandosi con forma e sostanza ben precise. Nonostante l’apparente solidità, essa possiede una struttura contenente porzioni di vuoto, che favoriscono elasticità e movimento fra le molecole, producendo vibrazione: le sue frequenze creano campi energetici, che si possono definire “informativi”, contenenti tutti i dati necessari alla vita, che sono percepiti dal cervello, il quale li elabora in messaggi funzionali all’organismo. Così, il corpo umano, come tutto ciò che è creato, sarebbe un trasmettitore d’informazioni.

Il corpo fisico raffigura, quindi, un altro livello di densità nel campo energetico umano, una sorta di ologramma concretizzatosi con l’emersione dalle configurazioni di interferenza dell’aura, definita da alcuni ricercatori come “biocampo”. In altre parole, il biocampo potrebbe essere la versione corporea di un ordine implicito, come direbbe il noto fisico americano David Bohm[11]. Esso rappresenterebbe sia la connessione tra l’organismo e l’ambiente energetico esterno, sia una memoria del corpo fisico, oppure funzionerebbe come una sorta di mappa dalla quale il corpo fisico riceve i propri riferimenti strutturali. Bohm riconobbe la natura olografica dell’universo, cercando una teoria che fosse in grado di spiegare i fenomeni che avvengono nella fisica quantistica. Questa convinzione avvenne al confine estremo della materia, nel mondo delle particelle subatomiche, un territorio governato da regole bizzarre piuttosto che un’estensione del mondo naturale newtoniano.

La teoria dell’ologramma potrebbe essere la base speculativa tramite la quale spiegare alcuni sistemi appartenenti alle tradizioni mediche cinesi. L’ologramma è un’immagine tridimensionale creata grazie al fenomeno d’interferenza. Ogni frammento di una pellicola olografica contiene la completa informazione registrata nell’intero; se una sua porzione contenente un’immagine è divisa in due e poi illuminata da un laser, ciascuna metà conterrà ancora l’intero soggetto dell’immagine, e così per ogni altra suddivisione.

Una proprietà della pellicola è il modo non-locale in cui un’immagine è distribuita sulla sua superficie. L’agopuntura, ad esempio, fonda il suo funzionamento sull’idea che ogni organo del corpo sia collegato a punti specifici della sua superficie (nella MTC ci sono oltre mille agopunti disposti lungo i meridiani). Si ritiene che, stimolando tali zone con degli aghi o digitopressioni (nel caso di Tui-Na e Shiatsu), malattie o squilibri relativi ai vari distretti organici a essi correlati possano essere curati.

Nel 1957, il medico francese Paul Nogier portò alla luce che, oltre al sistema di agopuntura principale, esistono due sistemi minori collocati sulle orecchie, che formano la mappa anatomica di un essere umano in miniatura, capovolto come un feto. I Cinesi parlavano del “feto auricolare” già 4000 anni fa.

ologramma auricoloterapiaCome nel caso della riflessologia plantare e palmare, il microsistema auricolare è utile in diagnosticare ciò che avviene a livello fisico, in quanto rappresenta una mappa microscopica dell’organismo macroscopico nel suo insieme. Attraverso degli stimoli di “punti riflessi” degli organi corporei in orecchie, piedi o mani si possono curare malattie croniche e acute.

Ciò è possibile ammettendo che il corpo umano è un ologramma in cui ciascuna delle sue parti contiene un’immagine dell’intero (altri sistemi olografici esistono, infatti, anche su lingua, arcate dentarie, viso ecc.). Terry Oleson, psicologo americano che condusse ricerche in questo campo, affermò: “La mappa olografica dell’orecchio è, logicamente, connessa a quella del cervello, che è a sua volta connessa al corpo intero. Il modo in cui usiamo l’orecchio per influenzare il resto del corpo è operare attraverso la mappa olografica del cervello[12].”

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Persino il pensiero sciamanico racchiude in sé elementi della teoria olografica. I Kahuna hawaiani sostenevano che tutto l’universo è infinitamente interconnesso e che tale collegamento è immaginabile sul modello di una rete. Lo sciamano, uomo di conoscenza e di medicina, riconoscendo l’unitarietà di ogni cosa, vede sé stesso al centro di questa rete e quindi è capace di influenzare ogni altra parte del cosmo.

00344Come Bohm, che affermava che la coscienza sorge sempre dall’ordine implicito, gli aborigeni australiani ritengono che la vera fonte della mente sia nella realtà trascendente del “tempo del sogno”.

Per lo scienziato, la realtà tangibile della vita quotidiana è, in effetti, una sorta d’illusione, un’immagine olografica. Sotto di essa vi sarebbe un più profondo ordine di esistenza, un livello di realtà vasto e fondamentale, il quale sarebbe l’origine di tutti gli oggetti, fenomeni e apparenze del mondo fisico (similmente a come una pellicola olografica dà origine a un ologramma). Lo studioso chiama tale livello profondo di realtà ordine “implicito” (nascosto), mentre si riferisce al comune livello di esistenza come all’ordine “esplicito” (svelato).

 

Giovanni Turchetti


[1] Xiaoguang, J., Pang, M., Marcello, J., Life more abundant. The science of Zhineng Qigong – Principles and Practice, Buy Books, Haverford, 1999

[2] Newton, I., Scritti di Ottica, a cura di A. Pala, libro III, parte 1, questione 31, Torino, Utet, 1978, p. 600, in Capra, F., Il Tao della fisica, Milano, Adelphi, 2009, pp. 65-66

[3] Ibidem, p.65

[4] In Tao Te Ching, cap. XI

[5] Citato in McTaggart L., La scienza dell’intenzione, Macro Edizioni, Cesena, 2008, p. 43

[6] In fisica, la scala di Planck è la scala di riferimento che definisce il limite di applicabilità delle leggi fisiche attuali (meccanica quantistica e relatività).

[7] In fisica, la risonanza è un fenomeno secondo il quale un sistema caratterizzato da una specifica frequenza oscillatoria può entrare in vibrazione se sollecitato da frequenze compatibili con le proprie. Se il sistema è già in oscillazione, la risonanza amplifica notevolmente l’ampiezza, qualora le onde si sovrappongano; si può anche dare il caso opposto, d’arresto dell’oscillazione, se l’interazione avviene tra due onde con uguale frequenza ma di fase opposta.

[8] Kaptchuk, T.J., The web that has no weaver. McGraw-Hill, New York, 2000, p.45

[9] Popp F.A., Nuovi orizzonti in medicina, la teoria dei biofotoni, IPSA Editore, Palermo, 1985.

[10] Citato in Radin D., Entangled minds, Paraview Pocket Books, New York, 2006

[11] Nel libro Universo, mente e materia, Bohm suggerisce che nel cosmo esisterebbe un ordine implicito (implicate order), che non vediamo e che egli paragona ad un ologramma nel quale la sua struttura complessiva è identificabile in quella di ogni sua singola parte, e uno esplicito (explicate order) che è ciò che realmente vediamo; quest’ultimo sarebbe il risultato dell’interpretazione che il cervello ci offre delle onde (o pattern) d’interferenza che compongono l’universo.

[12] Citato in Talbot, M., Tutto è uno. L’ipotesi della scienza olografica, Urra Edizioni, Milano, 1997, p. 124

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